GLOSSARIO

SIGNIFICATO DEI TERMINI UTILIZZATI IN QUESTO BLOG

Poiché la comunicazione è fondamentalmente una convenzione sull’uso di simboli fonetici associati a un determinato contenuto, ritengo opportuno stabilire un comune terreno lessicale con il lettore. Non lo si ritenga superfluo o pedissequo. Troppo spesso capita infatti di non comprendere il senso di una frase, o di interpretarla in modo non coerente con il contesto, perché non vi è coincidenza nel significato delle parole utilizzate fra chi le comunica e chi le riceve. Ciò accade ancorpiù quando i concetti espressi contengono termini quali anima, spirito, dio, divinità, ma anche coscienza, consapevolezza, visione, e persino sentimento, amore ed emozione. Questi vocaboli, anche se di uso comune, sono spesso definiti da chi li utilizza in modo vago e soggettivo, anche se ognuno ritiene di conoscerne esattamente il senso. Dunque, per consentire che il valore e la coerenza delle affermazioni e dei ragionamenti che seguono siano pienamente colti e condivisi, si è ritenuto opportuno specificare il significato che l’autore da ai vocaboli chiave utilizzati in questo blog. Se il lettore attribuisce invece altro significato alla stessa parola, provi comunque a utilizzare quello qui proposto o, in alternativa, ricerchi fra i vocaboli da lui utilizzati quello che più si avvicina al concetto descritto.

Consapevolezza: la chiarezza dei processi che hanno luogo dentro e fuori di noi. Può riguardare la loro origine, le modalità con cui si manifestano, i loro collegamenti reciproci, la loro influenza su di noi e sull’ambiente esterno. Si può essere dunque consapevoli, ad esempio, dei propri pensieri e delle proprie emozioni, come anche del rapporto causale fra eventi fra loro distanti nel tempo e nello spazio o dello scopo ultimo della propria vita.

Coscienza: alcuni autori la scrivono maiuscola interpretandola proprio come l'ente unico assoluto, che qui si preferisce chiamare Uno (si veda la sua definizione più oltre). Vi si aggiungano poi i concetti di auto−coscienza (coscienza di sé), coscienza individuale e coscienza collettiva e diviene difficile essere sicuri del significato di tali termini. In questo contesto, si definisce coscienza quella facoltà che permette di riconoscersi quale il soggetto che fa l’esperienza. Considerando la singola esperienza individuale, anche la coscienza di essa da parte del soggetto non potrà che essere dunque una coscienza individuale. Quando il soggetto vive l'esperienza di connessione o appartenenza al tutto, si parla allora di coscienza di unità (che è comunque un'esperienza individuale).


Dualità: il presupposto di una realtà nella quale esistono enti separati, collegati da relazioni causali o casuali, ma non accomunati dalla medesima natura, riconducibile a un ente unico. Più semplicemente, possiamo definire il principio dualistico come l’idea che esistono più soggetti, ciascuno dei quali fa la propria esclusiva e “personale” esperienza della realtà. Non vi sarebbe, dunque, un soggetto (l'Uno) che fa contemporaneamente tutte le esperienze manifeste, come invece affermato dal principio unitario. 

Ente: tutto ciò che può essere formalmente definito (una cosa, un essere vivente, un’idea, ecc.). 

Esperienza: l’aspetto dinamico della realtà che si esprime sia attraverso processi interni al soggetto, sia attraverso processi a lui esterni (nella forma di influenza o interazione con ciò che egli considera l’altro da sé). Dal punto di vista della visione unitaria, ogni esperienza fa parte della manifestazione dell’Uno, che, dunque, possiamo dire semplificando, è sia il soggetto sia l'oggetto di tutte le esperienze contemporaneamente (v. Uno).

Io: il presunto soggetto dell’esperienza individuale. Chi, nella nostra convinzione, sta facendo l’esperienza della realtà. Si sottolinea l’aggettivo “presunto”, ad indicare la nostra arbitraria identificazione (attraverso la coscienza di sé) con uno specifico insieme di esperienze fra loro collegate che chiamiamo vita (vedi vita).

Olismo, olistico: questo termine è comunemente utilizzato nella sua interpretazione aristotelica, che asserisce l’unitarietà del corpo e della mente (nella visione new-age vi è stato aggiunto anche lo spirito). Nel contesto di questo blog, si preferisce utilizzare il termine olistico (che deriva dal greco olos = intero) in una visione sistemica: il principio secondo il quale il funzionamento di una parte di un sistema può essere realmente compreso solo considerando il funzionamento del sistema nel suo insieme (ovvero quali sono le parti di cui è composto, quali le loro relazioni e interazioni, quale il contesto in cui è inserito, ecc.). Ciò vale tantopiù se si cerca di cogliere, oltre le modalità con cui si sviluppa un singolo processo, il suo senso o scopo. 
Se si vuole utilizzare “visione olistica” quale sinonimo di “visione unitaria”, si abbia dunque cura di trasporre la asserita unitarietà della dimensione interiore dell’essere umano anche al di fuori di lui, evitando, cioè, di avere un individuo unito al suo interno ma separato dal mondo esterno. 

Presenza: La presenza è la capacità di vivere con consapevolezza partecipando completamente a ciascuna esperienza. Potremmo dire che indica il ″livello″ di coscienza dell'individuo in un preciso momento.

Realtà: è la manifestazione dell’infinito potenziale proprio dell’Uno che si sviluppa dall’Uno, nell’Uno e per mezzo dell’Uno. 
Un’idea, per quanto astratta, esiste ed è reale nel momento in cui è concepita. Un elefante rosa a pois blu nel momento in cui lo immagino esiste di fatto nella mia mente e  la distinzione fra quell’elefante e gli altri che vivono in Africa, è, nella visione unitaria, solo formale, ma non sostanziale. 
Semplificando, definiamo realtà ciò che esiste, in qualunque forma e in qualunque dimensione. 

Tutto: Alcuni autori utilizzano “il tutto”come sinonimo di Uno.  Concettualmente è più vicino al significato di ″realtà″.

Uno: l’ente unico omnicomprensivo e, secondo la nostra concezione del tempo, eterno. 
Qualunque espressione della realtà fa parte della sua manifestazione, e, perciò, ha origine da esso, avviene in esso e si sviluppa per mezzo di esso. 
E’ dunque l’ente che fa tutte le esperienze che noi attribuiamo invece ai singoli enti, distinti sulla base della loro apparente diversità di forma. 
Se è facile immaginare che possa costituire un’esperienza ciò di cui ha coscienza un essere vivente, possiamo però idealmente assumere che anche un sasso che rotola lungo il fianco della montagna sta facendo un’esperienza, così come la fa il raggio di luce che si rifrange nella goccia d’acqua dando luogo all’arcobaleno, e persino due galassie che si scontrano generando un'infinità di interazioni caotiche. Insomma, tutto ciò che accade nell’universo costituisce contemporaneamente la manifestazione e l’esperienza dell’Uno. In altre parole: l’Uno è il soggetto ultimo che fa l’esperienza di tutto ciò che costituisce la manifestazione della realtà, che è a sua volta la manifestazione dell'Uno stesso.
Quindi, in definitiva, vi è sempre e solo l’Uno che fa l’esperienza di se stesso.
In questo blog si scrive Uno maiuscolo solo per distinguere l'ente dal numero cardinale, senza però farlo coincidere con altri eventuali enti metafisici quali il Dio delle religioni monoteiste o qualunque altra divinità specifica, e rispetto ai quali si vuole evitare qualunque sovrapposizione o confronto. 

Verità: secondo il principio unitario, la verità consiste nell'affermazione che la natura della realtà è unitaria e dunque l’Uno è tutto ciò che esiste e si manifesta.

Visione: in generale, è la descrizione della realtà, o di una parte di essa, per come è percepita dal soggetto e rispecchia, dunque, la sua consapevolezza. La visione più ampia possibile è quella unitaria, che, per definizione, include ogni altra visione.
In alcuni autori tale termine è utilizzato invece per descrivere l'esperienza di coscienza di unità (si veda la specifica scheda).

Vita: l’insieme delle esperienze di cui si ha coscienza. Coincide, soggettivamente, con la realtà.