La più grande rivoluzione per l'essere umano
a livello individuale e come specie
è la comprensione dell'unità del tutto.

Lo scopo di questo blog è favorire la comprensione del principio di non−dualità, in base al quale la realtà è riconosciuta come l'espressione di un ente unico, indivisibile e, secondo la nostra concezione del tempo, eterno. Dunque, una visione che ammette la medesima essenza in tutto ciò che esiste, oltre l'apparente diversificazione di forma. Si è scelto di dare più spazio possibile agli autori occidentali, antichi e moderni, per valorizzare sia quella linea di pensiero unitario che ha attraversato la nostra cultura a partire dalla Grecia Classica fino al New Thought, sia il misticismo di matrice cristiana che ha nutrito la speculazione teologica e filosofica nel corso dei secoli.

AUTORI: 208 POST:  COMMENTI:   BUONA LETTURA!

Il progetto One Self non−duality hub è la porta
per una nuova visione di unità del tutto!

L'unità ricca dei suoi stessi frutti

L'unità in sé, come causa assoluta, contiene il potenziale della varietà e della differenza. Lo contiene, ma finché non lo ha manifestato, è un'unità sterile. Appena lo manifesta però, non è più l'unità iniziale, ma è un'unità ricca dei suoi stessi frutti, nella quale si trovano la molteplicità, la varietà e la vita.



M. Victor Cousin (filosofo francese) in Cours de philosophie (1828) trad. E.V.

Evoluzione e involuzione delle cose manfeste

Le cose materiali hanno un principio una fine, evolvono ed involvono. Quando tutto rientra, riassorbito nella dissoluzione del mondo materiale (Pralaya), resta solo la Sostanza Causale (Mula-prakriti). Alla dissoluzione dell'universo manifesto sopravvive solo la Causa Immanifesta.


Sathya Sai Baba in Jnana Vahini, Stream of Spiritual Wisdom (trad. E.V.)

La natura della relazione

La relazione è una aspirazione universale generata dal cosmico potere dell'amore di ricondurre tutto all'unità (Yogananda). L'impulso a ricondurre tutto all'unità è dunque generato non dalla mente attraverso l'intelletto, ma dal cuore attraverso l'amore. Cusano stesso sosteneva che la conoscenza della verità era una forma di amore. L'etimologia del termine relazione deriva dal latino re + ferre = ri + portare, e richiama proprio il concetto di ricondurre qualcosa là da dove proviene originariamente. Dunque, il ricondurre il due all'uno ...  ma un due che è comunque relativo, altro termine che discende dalla stessa radice (sì relativo e relazione hanno la stessa radice!) e ci ricorda che quel qualcosa è appunto ... non nella sua condizione originaria, ma da riportare ... a casa nell'unità!


Immagine di Stefania Nicolosi

Il mistico e il fisico arrivano alla stessa conclusione

A differenza del mistico, il fisico inizia la propria ricerca nella natura ultima delle cose studiando il mondo materiale. Penetrando in  regni sempre più profondi della materia, egli diviene consapevole della sostanziale unitarietà di tutte le cose ed eventi. Ancor più, impara che egli stesso e la sua coscienza sono una parte integrale di questa unità. Dunque, il mistico e il fisico arrivano alla stessa conclusione, uno partendo dalla dimensione interiore, l'altro dal mondo esterno. L'armonia fra le loro visioni conferma l'antica saggezza indiana per la quale brahman, la realtà ultima esterna, è identica all'atman, la realtà interiore.


Fritjof Capra (fisico e saggista austriaco) in The tao of physics (1975, ed. ita. 1982) trad. E.V.

Dio è l'unico essere vero e reale

Non possiamo essere stati e non saremo mai altro che l'Essere Divino stesso. Concordo pienamente con il pensiero espresso in una recente lettera dal Prof. Max Muller in cui afferma: ″Non posso accettare Athanasius quando sostiene che ″possiamo″ divenire divinità. L'essere umano non può diventare Dio, perché egli è già Dio. Cos'altro potrebbe essere, dal momento che Dio è l'unico essere vero e reale?″.


Ralph Waldo Trine (filosofo e autore del New Thought) in The greatest thing ever known (1898) trad. E.V.

Io sono tutto ciò che esiste


Io Sono l’Essenza, lo Spirito, la Causa motrice della tua vita, di tutte le vite, di tutte le cose della vita, sia visibili che invisibili. Non c'è niente di perituro, perché Io, l'Impersonale Uno, SONO tutto ciò che c'è. Io Sono Infinito e completamente libero; l'Universo è il Mio Corpo, tutta l'Intelligenza che esiste emana dalla Mia Mente, tutto l'Amore che esiste scorre dal Mio Cuore, tutto il Potere che esiste è la Mia Volontà in azione. ... Questo IO SONO che sta parlando qui è il Vero Te Stesso, e nel leggere queste parole è necessario che tu comprendi che sei Tu, il tuo Sé, che sta parlando con la tua coscienza umana, per comprendere pienamente il loro significato.


Joseph Sieber Benner (autore del New Thought) in The impersonal life (1914) trad. P.F.

La coscienza di unità è santità

Chi è centrato sull'infinito, scoprirà che tutte le cose che appartengono alla sua vita materiale saranno riassorbite una dopo l'altra in quello stesso centro interiore da cui emana la sua vita. La meraviglia della santità è la stessa della coscienza di unità. Conoscere l'Unica Vita significa infatti vivere la meraviglia dell'unità, e dove vi è coscienza di unità non sarà percepita alcuna mancanza.


Ralph Waldo Trine (filosofo e autore del New Thought) in The greatest thing ever known (1898) trad. E.V.

Realtà e assoluto coincidono

Per Sankara l'esistenza dell'assoluto come unica realtà non comporta la totale negazione delle manifestazioni dell’universo percepite attraverso l’intelletto e i sensi. La realtà manifesta non è interamente negata, anche se è assegnata a uno stato ontologico inferiore –apara vidya-. 


Brijen K. Gupta (antropologo e studioso delle religioni) in The Meaning of the Absolute in Sankara and Swedenborg, trad. S. N.