Lo scopo di questo blog è favorire la comprensione del principio di non−dualità, in base al quale la realtà è l'espressione di un ente unico, indivisibile e, secondo la nostra concezione del tempo, eterno. Dunque, una visione che riconosce la medesima essenza in tutto ciò che esiste, oltre l'apparente diversificazione di forma.

Si è scelto di dare più spazio possibile agli autori occidentali, antichi e moderni, per valorizzare sia quella linea di pensiero unitario che ha attraversato la nostra cultura a partire dalla Grecia Classica fino al New Thought, sia il misticismo di matrice cristiana che ha nutrito la speculazione teologica e filosofica nel corso dei secoli.

AUTORI: 189 POST:  COMMENTI:   BUONA LETTURA!

L'essere umano crea infinite esperienze

All'interno della manifestazione del Sé universale, l'essere umano ha la particolare capacità di creare diversificazione e moltiplicazione, scindendo i singoli processi di cui si compone la realtà. Ciò avviene sia separandoli formalmente fra di loro, mediante l'attribuzione di nomi e la creazione di categorie, sia parcellizzandoli in ulteriori processi sulla base degli effetti caratteristici che producono. Egli è poi in grado di rapportarsi con ciascuno di essi, creando in tal modo una specifica e nuova esperienza, ora ponendosi come soggetto, ora come oggetto del processo in atto. Tale modalità gli consente inoltre di impegnarsi ulteriormente per ricondurre i vari processi all'unità, come corollario della sua azione di ″separazione″. 
Per quanto ci è dato sapere, poche altre forme della manifestazione dell'ente unico universale sono cosi ″creative″, ma questa considerazione è, in fondo, un'altra frammentazione del processo unitario chiamato realtà ...

Unitarietà, ordine e armonia dell'universo

Sarebbe assurdo affermare che gli elementi basilari hanno una loro propria esistenza separata dalla Mente Divina, come sostanze estranee e indipendenti, poiché in tal caso sarebbero esistite fino dall'origine dell'eternità due cause prime separate, o germi dell'esistenza, attivi su principi diversi, con una specifica natura, e che producono differenti classi di effetti. Tutto ciò sarebbe per di più totalmente incoerente con l'unitarietà, l'ordine e l'armonia che sono chiaramente manifesti nell'universo visibile. 
Se fosse tracciata una perfetta linea di causalità nel sistema della natura, la mente sarebbe irresistibilmente portata a ripercorrerla a ritroso fino al primo Spirito-Sorgente, la Fonte originaria. Tale Germe comprende l'impulso dal quale il processo di creazione ha avuto inizio e contiene in sé la sostanza dalla quale il sistema universale è evoluto.


Russel Perkins Ambler
(spiritualista, universalista USA) in The birth of the universe; being a philosophical exposition of the origin, unfoldings and ultimate of creation (1853) trad. E.V.

La reincarnazione nella visione di unità

Nisargadatta ha detto: "La reincarnazione implica un sé che si reincarni. Ma ciò non esiste." La discussione sulla reincarnazione può avvenire solo dalla prospettiva di un sé che si identifica con la propria forma, e non dal punto di vista del Sé universale che pervade ogni cosa, come assume invece Nisargadatta.


Dennis Waite (insegnate di Advaita inglese) in Back to the truth (2007) trad. E.V.

Tutto è manifestazione della stessa realtà

In Oriente, la più importante caratteristica della visione del mondo - si potrebbe quasi affermare la sua stessa essenza - è la consapevolezza dell'unità e della reciproca interrelazione fra tutte le cose e gli eventi, nonché l'esperienza di tutti i fenomeni come manifestazione di una fondamentale unitarietà. Tutte le cose sono considerate come parti separabili e interdipendenti di questo tutto cosmico; manifestazioni differenti della stessa fondamentale realtà. Si fa costante riferimento a questa fondamentale, indivisibile realtà che manifesta se stessa in tutte le cose e di cui tutte le cose sono parte. E' chiamata Brahman nell'Induismo, Dharmakaya nel Buddhismo, Tao nel Taoismo. Poiché trascende tutti i concetti e le categorie, i buddhisti la chiamano anche Tathata o Identità (suchness), ovvero la unitarietà della totalità di tutte le cose, il grande tutto onnicomprensivo.



Fritjof Capra (fisico e saggista austriaco) in The tao of physics (1975) trad. E.V.

La natura del pensiero

Come mai l'essere umano ha le limitazioni che gli sono proprie, è soggetto alle paure e alle ansie, sbaglia, è vittima delle malattie e della sofferenza? C'è solo una ragione. Non vive, tranne in alcuni rari casi, nella cosciente realizzazione del suo autentico Essere, del suo vero Sé. Dobbiamo essere coscienti nel pensiero di chi siamo realmente, affinché si possano manifestare le qualità e i poteri della nostra autentica natura, e dunque del nostro vero Sé. Afferma uno dei più illuminati visionari dei nostri tempi: "La Vera Vita con le sue benedizioni consiste nell'unione con l'Immutabile ed Eterno, ma l'Eterno può essere da noi colto solo con il pensiero e in nessun altro modo".
Il pensiero è l'atmosfera, l'elemento, in un certo senso la stessa sostanza, della manifestazione della Divina Esistenza che chiamiamo vita. Quanto lo sia anche delle altre forme della Divina Esistenza che vediamo nella vita intorno a noi non ci è dato di sapere. Ma è certo che noi attraverso il solo pensiero possiamo concepire la Divina Esistenza come lo Spirito Infinito e l'Essenza della Vita, e poi vedere chiaramente che è la Vita della nostra Vita e vivere nella realizzazione della nostra unità con essa. 


Ralph Waldo Trine (filosofo e autore del New Thought) in The greatest thing ever known (1898) trad. E.V.

Esiste il libero arbitrio?

L'idea del libero arbitrio si basa sostanzialmente sul presupposto che esista un'entità separata e autonoma [che abbia il libero arbitrio]. Ma tale entità non esiste. Tuttavia, ciò che accade normalmente è che l'interlocutore medio non coglie la principale implicazione di quest'ultima affermazione, cioè che non esiste un'entità che può avere il libero arbitrio, e la interpreta invece nel senso che quell'entità non ha il libero arbitrio. In realtà, la credenza in un'entità separata, il sé, e la credenza nel libero arbitrio, vanno di pari passo (e scompaiono insieme). E' cioè possibile avere entrambe o nessuna delle due, ma non è possibile avere una senza l'altra. L'interlocutore medio crede in entrambe, mentre quello illuminato le considera entrambe come un'illusione. 


Nitin Trasi (medico e scrittore indiano) in The science of enlightment (1999) trad. E.V.

Fluire con il tutto

Quando un individuo si rende conto che il suo Io personale si è espanso fondendosi con l'Io dell'onnipresenza, onniscienza e onnipotenza, egli ha raggiunto il Sé Sublime che non può essere negato in alcun modo. Allora, anziché sforzarsi di contrastare la volontà del Tutto, si identifica con il Tutto stesso,  lavora con esso ed esso lavora con lui e l'intero universo lo sostiene.



Elisabeth Towne (autrice del New Thought) in Joy philosophy (1911) trad. E.V.

Una sola infinita realtà

Non c'è niente, assolutamente niente che non sia parte di Me, controllato e governato da Me, la Sola Infinita Realtà. Per quanto riguarda la tua cosiddetta individualità, si tratta solo della tua personalità che cerca di mantenere un'esistenza separata.
Presto ti renderai conto che non esiste alcuna individualità oltre la Mia Individualità, e la tua personalità si dissolverà nella Mia Divina Impersonalità. Sì. Tu raggiungerai presto quello stato di risveglio nel quale potrai cogliere per un'istante la Mia Impersonalità, e allora non desidererai più alcuna individualità, alcuna separazione, poiché ti renderai conto che è solo un'altra illusione della tua personalità.


Joseph Sieber Benner (autore del New Thought) in The impersonal life (1914) trad. E.V.

Sei coscienza incondizionata

Riconosci te stesso in quella vera individualità che sta al di sopra di tutto il resto  come coscienza incondizionata, non offuscata dalla dualità.


Sri Ananda Wood in The Teaching of Sri Atmananda Krishna Menon on Advaita Vedanta trad. E.V.